Contributi pubblici 2017

Contributi pubblici 2017: entro il 28 febbraio obbligatoria la pubblicazione. Esentati i contributi inferiori ai 10 mila euro.

Un nuovo importante adempimento è in scadenza entro il prossimo 28 febbraio 2018: i commi 125 e seguenti della legge 124/2017 hanno previsto l’obbligo, per tutti gli organismi no-profit (associazioni, fondazioni, onlus, ecc.) che intrattengono rapporti economici con enti pubblici o con società da questi partecipate, di pubblicare online, entro il 28 febbraio di ogni anno, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle PA, con l’esclusione degli importi inferiori a € 10.000 annui (il concetto di “vantaggio economico” assorbe una quantità enorme di casistiche, come ad esempio la concessione in uso di un immobile anche se a titolo gratuito).

In caso di mancata pubblicazione, i soggetti inadempienti sono tenuti alla restituzione delle somme entro tre mesi dal termine di cui al periodo precedente (28 febbraio).

Le somme sono restituite ai soggetti eroganti qualora questi abbiano adempiuto agli obblighi di pubblicazione degli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici previsti dall’art. 26 del D.Lgs. 33/2013. L’assolvimento di tali obblighi costituisce condizione legale di efficacia dei provvedimenti che dispongano le sovvenzioni.

Viceversa, in caso di inadempimento di tali obblighi di pubblicazione, le somme affluiscono al Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, di cui all'articolo 1, comma 386, della legge di stabilità 2016 (L. 208/2015).

La disposizione espone genericamente l’obbligo di pubblicare le informazioni relative ai contributi, sovvenzioni o altre forme di vantaggio economico. Non stabilisce quali siano tali informazioni obbligatorie, né la maniera formale in cui esse debbano essere pubblicate. Non sono forniti modelli o schemi.

Per adempiere agevolmente all’obbligo, vi invitiamo a pubblicare, per ciascun rapporto economico, alcuni dei principali dati da evidenziare:

  1. Denominazione sociale, codice fiscale, e sede della pubblica amministrazione erogante
  2. Denominazione sociale, codice fiscale, e sede del comitato o associazione ricevente
  3. Titolo da cui sorge il rapporto economico (esempio bando, convenzione, affidamento diretto, delibera dell’ente erogante, ecc.)
  4. Importo del beneficio economico derivante dal rapporto
  5. pubblicazione, sul sito internet o portale del titolo (copia scannerizzata del bando, convenzione, affidamento diretto, delibera dell’ente erogante, ecc.), avendo cura di oscurare i dati di persone fisiche o giuridiche non rilevanti, ai fini dell’obbligo in questione, a garanzia della privacy.